|
Cenni Storici su Zignago Il toponimo non corrisponde a nessun centro abitato: il comune è formato da otto frazioni, le cui origini sono sicuramente antichissime. Infatti in zona è stata rinvenuta nel 1827 una enigmatica statua stele, una scultura in cui sono appena abbozzate le sembianze umane, recante la scritta "Mezvnemvsvs". Varie sono state le ipotesi fornite dagli storici su questa indecifrabile iscrizione, in ligure scritta con caratteri etruschi, ma in ogni modo questo ritrovamento attesta la presenza dei Liguri in zona. La statua stele presenta una forma umana appena accennata, di tipo diverso da quelle stilizzate ma più naturalistiche ritrovate in Lunigiana ed ora conservate nei Musei Archeologici di Pontremoli e La Spezia. L’ originale di quella di Zignago si trova nel Museo Archeologico di Genova; sul luogo resta una copia alla Mostra Archeologica a Pieve di Zignago. Testimonianza dell’antico popolo Ligure nell’area di Zignago giunge anche dagli scavi effettuati tra il 1970 e il 1974 nel castellaro di Zignago, i cui ritrovamenti attestano la presenza dell’uomo dalla media età del bronzo (XVI-XIV secolo a.C.) all’età del bronzo finale (IX secolo a.C.). I Castellari sono sommità di alture cinte di mura in pietra a secco, secondo un tipo di costruzione che dalla preistoria è arrivata fino a noi. Le mura difendono un villaggio o campi e pascoli, oppure sono a controllo di antichi percorsi, come quello che, attraversando questa zona, da Levanto, sulla costa, raggiungeva Pontremoli in Lunigiana; mulattiera che è stata asse di traffico di merci e transito di viandanti per secoli, fino all’Ottocento. Successivamente, dopo l’età degli antichi Liguri e della pax romana il territorio divenne zona di confine tra Longobardi e Bizantini; questi ultimi costruirono un limes, una rete di punti fortificati a difesa del confine stesso e delle vie che valicavano l’Appennino, congiungendo il litorale ligure e tirrenico con la Pianura Padana, lungo quel percorso che, più tardi, diventerà la Via Francigena, principale collegamento nord-sud. Di quest’epoca rimane traccia in una torre bizantina a Sasseta, trasformata poi in torre d’avvistamento nel medioevo, a controllo della valle del torrente Mangia, principale via di accesso in quei tempi. Successivamente, venuto a mancare l’interesse militare, fu trasformata in campanile. Fu poi feudo della nobile famiglia dei Signori di Vezzano, che costruirono un castello a Zignago, dove campagne di scavo hanno portato alla luce parti delle fondamenta della più antica struttura. Successivamente fu ceduto al Comune di Pontremoli fino ad entrare nel dominio dei Fieschi. Entrò nello Stato genovese più precocemente rispetto agli altri territori della Valle, nel 1273, nonostante le rivendicazioni dei nobili locali, i marchesi Malaspina, fino ad essere sede di Podesteria nel XVI secolo.. Altro castello in posizione strategica era quello di Serra Maggiore, a Pieve, che dominava da una altura la valle del Mangia; di entrambi rimangono solo ruderi. Anticamente questo territorio si chiamava Cornia, la giurisdizione della pieve di San Pietro Apostolo. Il nome “Zignago” deriva dal dialettale “Zignègu” cioè abitante vicino all’acqua. Il Castellaro di Zignago Il Castellaro di Zignago, scavato scientificamente tra il 1970 e il 1974, ha rivelato la presenza dell'uomo dalla media età del Bronzo (XVI - XIV secolo a.C.) alla fine dell'età del Bronzo finale (IX secolo a.C.). Risale a quest'epoca la prima trasformazione a terrazzamenti del terreno, per costruirvi capanne a forma tondeggiante o quadrata. Indagini archeobotaniche hanno fornito indicazioni sulle colture praticate dai primi abitatori del luogo: grano, orzo, panico, miglio, fave, piselli. Il Castellaro di Zignago, abbandonato alla fine dell'età del Bronzo, fu riutilizzato mille anni dopo, a partire dal IV - V secolo d.C. Altri scavi, condotti dall'istituto di Storia della Cultura Materiale sul monte Zignago, hanno portato alla luce i resti di case altomedievali e numerosi reperti, riferibili alle attività agricole della stessa epoca. Anche nei pressi del Castellaro della Frazione di Vezzola sono stati ritrovati resti archeologici dell'età dei castellari e nel 1827, in località Novà, è venuta alla luce una statua stele, detta "di Zignago", databile tra il VI e il V secolo a.C., recante la scritta, Mezunemunius. Simile alle statue - stele venute alla luce in Lunigiana e conservate in parte nei castello di Pontremoli, il reperto (oggi nel museo archeologico di Genova - Pegli) prova i legami culturali tra la Val di Vara e la valle confinante del Magra. Tra i centri che formano il comune di Zignago, l'abitato della Frazione Pieve, raccolto su una costa sotto il monte Dragnone, attorno a uno dei luoghi sacri più antichi della Alta Val di Vara, è in bella posizione paesistica. Sul monte Dragnone, dalla cui cima facilmente raggiungibile si può vedere l'intera estensione dell'Alta e Media Val di Vara, sorge un santuario conosciutissimo nella zona, dove si venera un'immagine ottocentesca della "Vergine col Bimbo", sorto su un precedente luogo di culto, forse precristiano, come provano i reperti archeologici dell'età del Ferro.
|