FILATTIERA
Categoria : FILATTIERA

Filattiera

A Filattiera, all'ombra della più elegante e scenografica pieve della Lunigiana, i prati custodiscono tesori d'archeologia già studiati che aspettano solo di essere rimessi in luce ed illustrati nel museo che si sta allestendo e testimonierà l'ininterrotto popolamento di questa piana dalla lontana preistoria, all'epoca romana, alla presenza bizantina, alla grande stagione medievale, quando Filatticra fu la capitale dei Malaspina che scelsero come stemma lo spino fiorito.

La pieve di santo Stefano, recentemente restaurata, sorse su un edificio di culto del VI
secolo, nei pressi del grande vallo militare bizantino, eretto dove già i romani, tra il I e il Il secolo, avevano posto una grande fattoria su quella strada che da Luni saliva verso la Pianura Padana. Ancora prima, in questo stesso luogo, i Liguri Apuani avevano allestito il loro panteon di idoli di pietra che, travolti dal cristianesimo o da culture di altreAncora prima, in questo stesso luogo, i Liguri Apuani avevano allestito il loro panteon di idoli di pietra che, travolti dal cristianesimo o da culture di altre genti, finirono per diventare solo semplici pietre da costruzione o lastre tombali, come testimoniano la stele femminile ed il guerriero dell'età del ferro esposti all'interno della pieve. 

Il borgo che sorge sulla collina ha il tipico impianto medievale, con il castello duecentesco e le case allineate sul crinale, mentre nella parte più a sud resta, isolato, il complesso del primo insediamento medievale, con la torre e la chiesetta castrense di san Giorgio. Proprio in questa chiesa si conserva la più straordinaria epigrafe del medioevo lunigianesc: ricorda le benemerenze di uno straordinario uomodi chiesa, forse chiamato Leodgar, che convertì la gente al cristianesimo, spezzò gli idoli pagani, eresse chiese e dette pane e ristoro ai pellegrini della Via Francigena


Una rarita gastronomica:la spalla cotta Non è un salume facile da trovare, ma è una vera golosità dal sapore d'altri tempi, prodotto prevalentemente nell'alta Val di Magra. E' ricavata dalla parte anteriore del maiale ed è conservata con il suo osso, protetta da pelle grassa o dalla vescica del maiale. Dopo una stagionatura di alcuni mesi ( ma può essere conservata anche per tre anni) si libera dalla pelle e può essere consumata sia fresca che cotta. Rosata, speziata e leggermente salata, la spalla cotta ha un sapore antico ed è uno straordinario salume che ha bisogno di un clima particolare. La spalla è ritenuta il salume più pregiato del maiale: la si conservava per i giorni di festa del patrono, per matrimoni e battesimi, per la trebbiatura, ma ancora più freqentemente nel passato i contadini la vendevano alla fiera di san Genesio di Filetto, il 25 agosto, e con il ricavato acquistavano il maialino da allevare per l'anno nuovo.












Alla porta di sopra, il 16 gennaio, vigilia di sant'Antonio Abate, rivive l'antico rito del falò purificatore: la grande catasta di legna viene accesa subito dopo la benedizione. Un tizzone del falò viene portato nelle stalle e nei pollai, a protezione degli animali domestici, sulla cui salute vigila sant'Antonio. A poca distanza dalla pieve un antico molino ad acqua, ancora in funzione, ricorda tempi non troppo lontani quando la grande piana strappata al fiume era una fertile campagna
intensamente coltivata.
I musei La Pieve e il mulino Giuliani  Mentre nei pressi della pieve si sta allestendo il museo del territorio è proprio la pieve uno straordinario museo di se stessa, non fosse altro per la millenaria sacralità del luogo. Altro museo vivente è il vicino molino Giuliani, ancora funzionante ad acqua, esempio tra i più significativi dell'edilizia rurale lunigianese.  Raccolta di oggetti religiosi e della civiltà contadina di Lusignana La raccolta di oggetti e attrezzi da lavoro del mondo contadino è ospitata nei locali di quelle che furono le stalle della canonica. Dedicata a Mario Nadotti, la raccolta è visitabile grazie agli attivi abitanti del paese e al lavoro dei volontari di Legambiente.
E' aperta su prenotazione e in Agosto, in occasione della festa patronale. Tel.: 0187/422598 - 455337

Nei dintorni di Filattiera nel borgo di Ponticello le case torri medievali rammentano tempi difficili quando gli uomini, con i loro raccolti, si rinchiudevano in torri abitabili che avevano la porta in alto, accessibile con scale di legno che venivano ritirate in caso di pericolo. Sperduti tra questi monti si incontrano i ruderi di una importante piazzaforte militare altomedivale: è Montecastello, forte baluardo del VII secolo che difendeva la valle dagli invasori che si affacciavano d'oltreappennino.
I musei: la pieve e il molino Giuliani