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OSPITALITA': B&B CASE VACANZA
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Comano era chiamata la Svizzera della Lunigiana per la salubrità del clima, per il verde delle sue valli, per la vicinanza all' appennino, per la moltitudine di villeggianti che passavano le estati in confortevoli alberghi. Il clima c'è ancora, il verde anche: persino la vecchia torre del castello è tornata a vivere, restaurata assieme a parte della cinta feudale; la cucina è ancora quella della tradizione, l'ospitalità anche. Attorno al grande invaso del Lagastrello non è difficile imbattersi in cavalli al pascolo e nei faggeti che lo attorniano nascono pregiati funghi porcini. Comano si affaccia alla storia per la prima volta in un documento del 938, quando re Ugo di Provenza porta in dote alla moglie Berta il paese e il suo castello; a queste terre guardarono sempre gli Estensi, che le elessero come loro punto di partenza per l'estensione del loro dominio in Lunigiana. L'eco della gran contessa Matilde, il breve dominio di Castruccio Castracani degli Antiminelli, poi il definitivo affermarsi dei Malaspina. |  |
 | Al primo piano di questa torre - secondo un uso del tempo - un piccolo vano era destinato ad accogliere una cappella, di cui resta la piccola abside con la sua monofora. Probabilmente proprio all'epoca della costruzione del campanile risale una importante e rarissima epigrafe datata al 1079, oggi custodita in sagrestia. Documenti di questo tipo sono molto rari; la lapide in origine era all'esterno ed era destinata a ricordare ai posteri la grande impresa del restauro e forse della costruzione della torre campanaria, ma anche - orgogliosamente - il nome del suo autore: "Nell'anno dell'Incarnazione del Signore 1079, quando fu restaurata questa chiesa, mi fece il maestro Oto". L'arte del lavorare la pietra sembra essere stata una prerogativa degli uomini di Comano, scalpellini, ma anche artisti: lo testimoniano il portale e gli arredi della chiesa di Comano, ma anche lo straordinario repertorio di portali, edicole votive, motivi ornamentali di Camporaghena. |
La bontà del sottobosco: I porcini della Lunigiana Hanno un profumo intenso, un sapore delicato e sono da secoli il vanto e la ricchezza della montagna lunigianese: una scrittrice inglese ai primi del 900 scriveva che in nessuna cucina della Lunigiana mancava un sacchetto di funghi secchi. Ai primi dell'ottocento un cronista pontremolese scriveva che i funghi secchi venivano mandati in regalo a Pisa e Firenze. Oggi la raccolta e lavorazione del fungo, così come la conservazione, sono garantiti da cooperative, aziende e negozi di alta specializzazione. |

 | ALBERGHI e RISTORANTI
albergo-Ristorante Miramonti Via Roma, 51 -Tel.: 0187/484563 12 camere Albergo-Ristorante Roma Via Roma, 78/88 -Tel.: 0187/484216 13 camere Albergo Ristorante Elisa Via Roma,5 - Loc. La Costa Tel.: 0187/484217 - 15 camere Ristorante Galletti Loc. Crespiano - Tel.: 0187/484257 Ristorante Federici Loc. Prota - Tel.: 0187/484610 Ristorante La Baracca Passo del Lagastrello Tel.: 0187/484713 Ristorante Chalet del Lagastrello Tel.: 0187/484706 FARM HOLIDAYS CENTERS Casa Turchetti Loc. Cattognano Tel.: 0187/484502 B&B Cà di Chiarella Via Croce - Tel.: 335/5254139 Cà del Fraro Via Castello - Tel.: 0187/484146 I Chiosi Loc. Montale -'lèl.: 335/5434572 Oasi Via Castello -Tel.: 0187/484336 Zedda Salvatore Cattognano - Tel.: 339/4458284 |
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